Ordine dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e delle Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione della Provincia di Varese

Percorso


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Annullamento Iscrizione

  1. L’annullamento di ufficio può disporsi dalla pubblica amministrazione che ha emesso l’atto, quando sussista una causa idonea (interesse pubblico attuale all’annullamento), che deve essere precisata nel provvedimento perché ne costituisce la giustificazione; in difetto il provvedimento è viziato (dec. n. 18 del 22 aprile - 28 giugno 1961, su ricorso Bonivento Giuseppe; n. 19 del 22 aprile - 28 giugno 1961, su ricorso Sessi Luigi; n. 25 del 27 gennaio - 5 agosto 1961, su ricorso Carlucci Bernardino; n. 41 del 21 luglio - 16 ottobre 1961, su ricorso De Panzera Bruno; n. 42 del 21 luglio - 16 ottobre 1961, su ricorso Kirschner Teodoro; n. 43 del 21luglio - 16 ottobre 1961, su ricorso Zucco Ferruccio).
     
  2. L’annullamento di ufficio della iscrizione può disporsi dalla pubblica amministrazione che ha emesso l’atto quando sia dimostrata e non soltanto apoditticamente affermata la illegittimità della iscrizione stessa e, qualora si tratti di situazioni consolidate nel tempo, la emanazione del provvedimento di annullamento della iscrizione deve essere valutata anche sotto il profilo del pubblico interesse (dec. n. 29 del 24 febbraio - 5 agosto 1961, su ricorso Rotondo Emilio; n. 33 del 9 giugno - 1 settembre 1961, su ricorso Landolfi Vincenzo; n. 34 del 9 giugno - 1 settembre 1961, su ricorso Genta Ugo; n. 44 del 21 luglio - 16 ottobre 1961, su ricorso D’Alessandro Mario; n. 51 del 17 novembre 1961 - 30 luglio 1962, su ricorso Cainelli Alverio; n. 52 del 17 novembre 1961 - 30 luglio 1962, su ricorso Zavarise Bruno; n. 17 del 9 giugno - 30 luglio 1962, su ricorso Angeli Gastone; n. 18 del 9 giugno - 30 luglio 1962, su ricorso Bartoli Giorgio).
     
  3. Il Consiglio dell’Ordine professionale può procedere al riesame della posizione degli iscritti e fare uso del potere spettante ad ogni Collegio ed Autorità amministrativa di porre nel nulla l’atto originariamente affetto da un vizio di legittimità; annullamento cui può procedersi in qualsiasi tempo e dinanzi al quale non sussistono diritti quesiti. È esatto che l’art. 11 del D.L.C.P.S. 13 settembre 1946, n. 233, prevede la cancellazione dall’albo per sopravvenienza di fatti nuovi, ma è fuori dubbio che a tale provvedimento possa farsi luogo, a più forte ragione, per difetto originario, successivamente emerso, di un titolo o requisito prescritto per la iscrizione e che sarebbe stato motivo ostativo alla iscrizione stessa. Del resto la potestà del Consiglio dell’Ordine di procedere all’annullamento della deliberazione di iscrizione all’albo o alla cancellazione dell’iscritto per difetto originario di uno o più titoli o requisiti prescritti trova espresso riconoscimento nell’art. 53 del D.P.R. 5 aprile 1950, n. 221, che, con l’ultimo comma, conferisce alla Commissione Centrale per gli esercenti le professioni sanitarie la facoltà di disporre, in tal caso, che il ricorso contro il provvedimento di cancellazione non abbia effetto sospensivo, e ciò in deroga al disposto del secondo comma dello stesso articolo, che tale effetto attribuisce in linea generale ai ricorsi in materia (dec. n. 79 del 27 aprile 1953 - 19 maggio 1954, su ricorso Bonuglia Goffredo; n. 81 dell’11 dicembre 1953 - 19 maggio 1954, su ricorso Dell’Aquila Umberto; n. 50 del 12 luglio - 10 settembre 1954, su ricorso Miconi Quinto; n. 53 del 12 luglio - 10 settembre 19S4 su ricorso Catalani Bruno).
     
  4. I Consigli degli Ordini o Collegi professionali sanitari possono, anche indipendentemente dalla revisione annuale, procedere, in virtù del potere generale di auto-annullamento degli atti illegittimi, all’annullamento dell’iscrizione che risulti non conforme alla legge. All’esercizio dell’anzidetto potere di annullamento non è di ostacolo il giudicato penale di assoluzione, che concerne la valutazione, sotto l’aspetto del diritto penale, dell’abusivo esercizio professionale, ma non può attribuire il diritto soggettivo a tale esercizio anche per il futuro, diritto che sorge soltanto per effetto dell’iscrizione nell’albo e che viene meno nel caso di cancellazione o di annullamento della iscrizione (dec. n. 21 del 24 gennaio - 14 aprile 1955, su ricorso Fragiacomo Antonio; n. 53 del 29 aprile - 30 giugno 1955, su ricorso Rossino Carlo).
     
  5. Gli organi professionali hanno, in virtù del principio generale di auto-tutela della pubblica Amministrazione, il potere-dovere di procedere all’annullamento delle iscrizioni all’albo qualora esse risultino illegittime (dec. n. 75 del 20 aprile - 29 ottobre 1956, su ricorso Bergesio Giovanni Battista).
     
  6. Gli Ordini ed i Collegi professionali sanitari, così come ogni altra Autorità amministrativa, possono sempre procedere all’annullamento delle iscrizioni all’albo quando esse risultino affette da un vizio originario di legittimità e ciò perché il provvedimento di iscrizione di un professionista nel relativo albo si substanzia in un atto di ammissione in forza del quale un privato, che ne abbia fatto istanza, viene ammesso, con atto unilaterale della pubblica Autorità e previo accertamento delle condizioni di legge, in una data organizzazione attributiva di diritti e di obblighi per gli iscritti (dec. n. 75 del 25 - 31 ottobre 1957, su ricorso Battistoni Carlo).
     
  7. Mentre per la cancellazione dall’albo, ai sensi dell’art. 11 del D.L.C.P.S. 13 settembre 1946, n. 233, è richiesta l’audizione dell’interessato, un uguale obbligo non sussiste allorché si faccia luogo ad annullamento della iscrizione (dec. n. 75 del 25 - 31 ottobre 1957, su ricorso Battistoni Carlo).
     
  8. Non ha rilevanza che il provvedimento di annullamento della iscrizione per accertato difetto originario dei requisiti che potevano legittimare l’iscrizione sia stato impropriamente denominato "cancellazione" (termine tecnico che dal legislatore è riferito alle ipotesi di perdita della cittadinanza, trasferimento di residenza, rinunzia alla iscrizione, cessazione dell’accordo di reciprocità per gli stranieri e morosità nel pagamento dei contributi), quando la sua motivazione indica chiaramente il provvedimento che si è inteso pronunciare (dec. n. 84 del 25 ottobre - 5 novembre 1957, su ricorso Attanasio Domenico).
     
  9. Gli Ordini ed i Collegi professionali sanitari, in virtù del potere di auto-annullamento degli atti illegittimi spettante ad ogni pubblica Amministrazione, possono procedere alla cancellazione o più propriamente all’annullamento delle iscrizioni negli albi che siano viziate in origine per difetto negli iscritti dei requisiti di legge. Ma va rilevato che di tale potere deve farsi un uso molto cauto, specie di fronte a situazioni consolidate nel tempo, e in ogni caso, il provvedimento va esaurientemente motivato con valide considerazioni di fatto e di diritto in modo da fornire la prova del vizio originario dell’atto annullato (dec. n. 68 del 3 giugno - 12 settembre 1960, su ricorso Du Jardin Giuseppe; n. 75 del 3 giugno - 12 ottobre 1960, su ricorso Roccatelli Fernando; n. 78 del 3 giugno - 28 ottobre 1960, su ricorso Coretti Guido; n. 82 del 1 luglio - 28 ottobre 1960, su ricorso Tomas Salvatore; n. 83 del 1 luglio - 28 ottobre 1960, su ricorso Pecoraro Alfonso; n. 84 del 1 luglio - 28 ottobre 1960, su ricorso Tomas Nicola).
     

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